La casa medievale di Ayez
La casa medievale di Ayez. Foto: Patafisik · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Niente carri e niente tribune: il Carnevale della Coumba Freida non si guarda da un marciapiede, si incontra. In gruppo le maschere percorrono frazioni e piazze, entrano nelle case, ballano per strada e accettano quello che le famiglie offrono da mangiare e da bere. Il nome stesso, «Coumba Freida», significa all'incirca valle fredda e si riferisce ai venti gelidi che soffiano in queste valli. È una tradizione di paese, che coinvolge i comuni della valle del Gran San Bernardo e anche quelli della valle del Buthier, compreso il paese di Valpelline. Per chi soggiorna qui in inverno è un'occasione rara di vedere una festa ancora fatta dagli abitanti per gli abitanti.

Le landzette e i loro costumi

Le maschere si chiamano landzette, e il gruppo che le riunisce è la Benda. Il loro aspetto colpisce subito: abiti sgargianti e cappelli che ricordano le uniformi napoleoniche, cuciti a mano e decorati con perline, lustrini e piccoli specchi. Il volto è coperto da una maschera, un tempo in legno. Alla cintura pende un campanello, e fanno parte del costume anche i crini di cavallo.

La confezione resta artigianale, affidata ai valligiani. Chi vuole guardare i costumi da vicino e con calma può visitare il Museo del Carnevale di Allein, nella valle del Gran San Bernardo, dedicato proprio a questa tradizione: verificate prima i giorni di apertura.

Napoleone e altre spiegazioni

La spiegazione più diffusa lega la nascita del carnevale al passaggio di Napoleone sul Colle del Gran San Bernardo, nel maggio del 1800, durante la campagna d'Italia. Secondo questa tradizione, i costumi sarebbero una trasposizione allegorica delle uniformi dei soldati francesi. È un racconto accreditato, ma non una prova storica: le fonti parlano di origini più antiche, che nessuno ha potuto fissare con certezza. Se vi incuriosisce il colle, potete leggere l'articolo sul Gran San Bernardo e il suo ospizio.

Gli antropologi, del resto, guardano soprattutto agli oggetti: crini e campanelli sarebbero strumenti simbolici per allontanare gli spiriti ostili, un significato che con le uniformi non ha nulla a che fare.

Cosa significano i simboli

Ogni dettaglio ha un senso, tramandato insieme alla festa:

  • l'orso richiama l'arrivo della primavera, cioè il momento in cui l'inverno comincia a cedere;
  • le code di mulo stanno per i venti e servono ad allontanare le correnti d'aria considerate nefaste;
  • gli specchi sui costumi riflettono la luce e respingono gli spiriti maligni;
  • il rosso è il colore della forza e del vigore, e si crede tenga lontane le sventure;
  • il campanello alla cintura, insieme ai crini, è letto come uno strumento per scacciare gli spiriti ostili.

Letti insieme, questi elementi raccontano una festa di passaggio. Si chiude un inverno lungo, e la comunità lo fa camminando di porta in porta, per tenere legate le famiglie e le frazioni.

Dove e quando incontrarle

Il carnevale si sviluppa per settimane, da un paese all'altro, tra gennaio e il martedì grasso. I comuni di questa valle sono in genere i primi: Ollomont, Bionaz e il paese di Valpelline hanno i loro appuntamenti già a gennaio, mentre a febbraio il corteo si sposta soprattutto verso la valle del Gran San Bernardo. Fra i comuni coinvolti ci sono Allein, Doues, Étroubles, Gignod, Roisan, Saint-Oyen e Saint-Rhémy-en-Bosses.

A Valpelline la Benda visita le frazioni e il capoluogo nell'arco di una giornata, e la sfilata si conclude con la cena delle maschere alla Pro Loco. Chi assiste può seguire il gruppo a piedi, con scarpe adatte a neve e ghiaccio. Lasciate alle maschere lo spazio per entrare nelle case: sono visite alle famiglie, non uno spettacolo.

Il calendario cambia ogni anno e varia da comune a comune. Per date e tappe controllate lovevda.it, l'ufficio del turismo di zona e i siti dei Comuni, e in inverno verificate anche lo stato delle strade.

Dove dormire in Valpelline

Il paese di Valpelline è una base pratica per seguire il carnevale nella sua valle: Ollomont è a circa 5 km e Bionaz a circa 13 km. Il Bilocale Tizzi è nel centro del paese e accoglie fino a 2 ospiti, con riscaldamento centralizzato, cucina completa e parcheggio gratuito su strada, comodo dopo una giornata passata al freddo.

Un bilocale su due piani nel centro di Valpelline

Bilocale Tizzi è un appartamento per 2 ospiti a 12 km da Aosta, con camera da letto, cucina completa, bagno e balconcino privato e vista sulle montagne. Poste, farmacia, supermercato e bar sono in paese.