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Dintorni · Monumenti

Oyace – Torre della Tornalla e Ponte della Betenda sopra l'orrido del Buthier

Una torre medievale a pianta ottagonale, caso unico in Valle d'Aosta, e un ponte in pietra a schiena d'asino sopra una gola profonda: un anello a piedi le unisce.

A circa 8 km Torre ottagonale
Oyace – Torre della Tornalla e Ponte della Betenda
Oyace – Torre della Tornalla e Ponte della Betenda.

Oyace è un piccolo paese della media valle, a circa 8 km dalla casa, distribuito su un pendio ai piedi della catena del Morion e attraversato dal torrente Buthier. Già noto in epoca romana con il nome di Agacium, vive di allevamento e di Fontina. Chi arriva fin qui di solito cerca due cose che stanno a breve distanza l'una dall'altra: un'antica torre dalla forma insolita e un ponte in pietra sospeso sopra una gola scavata dall'acqua. Si possono vedere insieme con una camminata di un paio d'ore.

La Tornalla, una torre a otto lati

La Tornalla è una torre medievale a pianta ottagonale, un unicum architettonico in tutta la regione. Sorge su un rilievo roccioso che domina il fondovalle, isolata rispetto al centro abitato. Il primo documento che la riguarda risale al 1197, quando un certo Ricalmo donò alla chiesa di Sant'Orso un possedimento a Oyace; in seguito la torre è associata ai Signori di Quart. La tradizione popolare racconta invece un'origine ben più romanzesca, attribuendone la costruzione a un gruppo di profughi saraceni arrivati nella valle intorno all'anno Mille, sulle rovine di un fortilizio più antico: è una leggenda, e come tale va presa. La torre non è aperta ai visitatori e si ammira dall'esterno, ma la deviazione vale comunque la pena per la posizione panoramica sulla valle.

Il Ponte della Betenda e l'orrido

Poco distante si trova il Ponte della Betenda, una bella costruzione in pietra a schiena d'asino del 1688 che scavalca il Buthier. Dal ponte si coglie la parte più spettacolare del luogo: l'orrido, una profonda gola scavata dal torrente nella roccia levigata, a monte del ponte. L'acqua, scorrendo quasi in verticale, ha inciso il versante per decine di metri, lasciando in alto il pianoro roccioso su cui sta la torre. In piena estate il sole entra nella gola soltanto nel pomeriggio, con un raggio obliquo: è il momento in cui la scena rende di più.

Anche il ponte ha la sua leggenda. Si narra di un giovane di nome Bétein che, inseguito dal Signore di Oyace per aver corteggiato la castellana della Tornalla, saltò il torrente e si salvò: il ponte sarebbe stato costruito proprio in quel punto.

L'anello a piedi

LoveVDA propone un itinerario ad anello con partenza e arrivo a Oyace, classificato come escursionistico e indicato da aprile a ottobre. Si esce dal paese verso il parco giochi, si entra nel bosco lungo l'Alta Via 1 e il sentiero 3, si passa dal bivio per la torre e si scende alle baite di Betenda fino al ponte; il ritorno attraversa il bosco e i prati di Bagneraz, passando per il villaggio di Grenier. In alternativa, chi vuole fare meno strada può lasciare l'auto al parcheggio di Vernosse e raggiungere il ponte a piedi lungo la strada asfaltata.

Oyace è legata alla Fontina anche nel calendario: ogni anno, in estate, il paese ospita la Festa della Fontina. Date e programma si trovano sui canali del Comune e su lovevda.it.

Vicino alla gola restate sempre sui sentieri e tenete i bambini per mano: i bordi sono ripidi. In passato il Comune ha sconsigliato il tratto di Betenda nei periodi di maggiore portata del torrente: controllate gli avvisi prima di partire.

Consigli pratici

  • Per l'anello usate scarpe da escursione: il sentiero nel bosco è semplice ma può essere umido.
  • Se avete poco tempo, lasciate l'auto a Vernosse e raggiungete solo il ponte lungo la strada asfaltata.
  • Per vedere la gola illuminata puntate al pomeriggio delle giornate di piena estate.
  • La Tornalla si guarda dall'esterno: non è visitabile, quindi non contate di poter entrare.