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Dintorni · Enogastronomia

Museo della Fontina e Centro Storico di Valpelline tra roccia e formaggio

A Frissonière si scopre come nasce la Fontina DOP e si entra nei magazzini scavati nella roccia; poi una passeggiata nel paese di Valpelline, tra la chiesa e La Tour.

A circa 4 km Frazione Frissonière
Museo della Fontina e Centro Storico di Valpelline
Museo della Fontina e Centro Storico di Valpelline.

Il nome del paese di Valpelline è legato a doppio filo a un formaggio. Qui la Fontina DOP non si limita a passare: si ferma a stagionare dentro la montagna. Il Museo della Fontina si trova nella frazione Frissonière, sulla strada per Ollomont, a circa 4 km dalla casa: non è dunque nel centro del paese, e per arrivarci bisogna seguire i cartelli dopo aver superato l'abitato. La visita racconta la storia e la produzione del celebre formaggio, e poi porta dove pochi musei portano: nei magazzini dove le forme maturano.

Che cosa si vede nel museo

Il centro visitatori si sviluppa su due piani ed è diviso in tre sezioni dedicate alla storia, all'ambiente e alla lavorazione. Un filmato, disponibile in più lingue, mostra le fasi della produzione, mentre uno spazio è riservato all'artigianato valdostano. Il filo del racconto è semplice e molto concreto: la Fontina DOP nasce dal latte intero e crudo di una sola mungitura, proveniente da vacche di razza valdostana, ed è il risultato di un lavoro che segue le stagioni, con le mandrie che d'estate salgono agli alpeggi della valle e dei vicini valloni. È un buon modo per capire che cosa si guarda quando, camminando in quota, si incontrano le mucche al pascolo.

I magazzini nella roccia

Il momento più atteso è l'ingresso nei magazzini di stagionatura, scavati nella roccia. Sono ambienti scenografici: file di forme allineate, un'aria fresca e umida, una penombra da galleria. Uno di questi magazzini è stato ricavato in un'antica miniera di rame, dettaglio che lega il formaggio al passato minerario della valle, raccontato anche dal Sentiero del Rame e dalle miniere di Ollomont. Il disciplinare prevede una stagionatura minima di 80 giorni, durante i quali le forme sviluppano il loro sapore. Tenete conto della temperatura: anche ad agosto una felpa non è di troppo.

Il paese di Valpelline

Dopo il museo vale la pena scendere nel centro storico del paese di Valpelline, che si gira a piedi senza fretta. Il punto di riferimento è la chiesa parrocchiale di San Pantaleone, costruita nel 1722 e riconoscibile dal grande tetto spiovente. A nord della chiesa si trova La Tour, una casaforte di origine medievale: fu il luogo di nascita di Rodolfo di Valpelline, poi vescovo di Sion, e nel tempo servì da corte signorile, stalla e granaio. Da qui, tra case in pietra e scorci sulle montagne, si capisce bene la scala del paese: piccolo, con i servizi essenziali a portata di mano.

Alla tradizione gastronomica locale è legata anche la sagra della seupa à la vapelenentse, la zuppa di pane raffermo, brodo, cavolo e Fontina che ogni anno, a fine luglio, riempie il paese. Per date e programma controllate il sito del Comune e lovevda.it.

Le visite al museo sono guidate e si svolgono su prenotazione, da fissare prima di partire. Orari e modalità possono cambiare: verificateli direttamente con il centro visitatori prima di muovervi.

Consigli pratici

  • Prenotate la visita prima di partire, contattando il centro visitatori.
  • Portate una felpa o una giacca leggera: nei magazzini di stagionatura la temperatura è bassa anche in estate.
  • Il museo non è nel centro del paese: dopo l'abitato seguite le indicazioni sulla strada per Ollomont.
  • Unite la visita a una passeggiata nel centro storico del paese di Valpelline, tra la chiesa di San Pantaleone e La Tour.